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Chiesa di San Marco al Molo

Tra le più antiche chiese di Genova, la chiesa di San Marco al molo venne costruita tra il 1173 e il 1177 su una propaggine a mare della città, lo stretto Molo che permetteva l'attracco delle imbarcazioni nei primi secoli del secondo millennio. Venne eretta sotto l'arcivescovo Ugone Della Volta, che la ricevette in dono da Streggiaporco, figlio di Giovanni Nepitelli; le spoglie di Streggiaporco vennero accolte, non appena conclusa, nella chiesa. Successivamente essa venne consacrata dall'Arcivescovo Bonifacio e intitolata a San Marco, patrono di Venezia: proprio in questa zona avevano infatti residenza alcune delle famiglie originarie della Laguna che svolgevano nella Superba i loro affari e traffici.



1. Chiesa di San Marco

2. Fin dal 1276, sorgeva di fronte al piazzale della chiesa il Palazzetto (Palacetum), sede degli uffici dei Salvatori del porto e del molo, il cui compito era quello di vedere, ispezionare, trattare, ordinare ed eseguire tutto ciò che credevano utile, con facoltà di costruire ed abbattere quanto ad essi piacesse, in qualunque parte della darsena, del porto e del molo.

10. Loggia di San Marco (Logia Sancti Marci) e dei Pescatori, loggia pubblica eretta nel 1346 ad uso
degli uomini di mare, poi demolita sulla fine del '400.

11. Loggia dei Coltellieri

14. Scalo di San Marco o Scalo del Molo, citato dalle fonti a partire dal 1213. Qui, sul declinare del XIV
e durante il XV secolo, venivano costruite e restaurate le galere e le navi, realizzate per conto di
privati, e i pontoni del Comune. Nel 1576 venne eseguito l'ampliamento del molo racchiudendo
questo scalo, che soli due anni più tardi venne ridotto in forma di darsena (Darsina scharii Sancti
Marci, per distinguerla dalle altre darsene maggiori).
Alla fine dell'800 questo specchio d'acqua fu colmato di terra.

7. Porta detta di San Marco: costituiva l'accesso alla calata del Mandraccio, che si estendeva sino alla
radice del molo e serviva ad uso di scalo per la costruzione di navi e per trarle a secco quando erano
in disarmo.